Su Animal Mouse di Cristina Nadotti si parla di omosessualità dei calamari.
"Secondo i ricercatori l’omosessualità dei calamari non è tanto una scelta, ma una necessità, visto l’ambiente e la morfologia. I calamari, infatti, non riescono a distinguere se il possibile partner è maschio o femmina nell’oscurità, nel senso che quando la libido (ci sarà una libido dei calamari?) si fa sentire, loro partono in quarta e soltanto all’ultimo momento si rendono conto se si stanno accoppiando con una lei o un lui".Il termine più scientifico per definire un gay su Queerblog:
"Omosessuale. Gay. Il primo termine è più in sintonia con il mondo scientifico. Il secondo è più prossimo alle espressioni culturali delle varie persone. I termini omosessuale e gay sono quelli che vengono più usati per indicare quanti amano persone del proprio stesso sesso. Qual è la storia dei due termini? E perché molti di noi preferiscono il termine gay a omosessuale?"
La scienza ha già emesso il suo verdetto! Su Gravità Zero l'articolo "Against nature" ci svela che
"Essere omosessuali, è dimostrato scientificamente, è tutt'altro che innaturale: ignorare che l'omosessualità non è un eccezione ma la regola vuol dire accettare l'evidenza e scrollarsi di dosso inutili pregiudizi. Se non sono servite la psicologia, l’antropologia, la sociologia e la psichiatria a convincere che non c’è patologia o innaturalità nell’omosessualità, almeno ci si dovrà arrendere di fronte all'evidenza...".
La rivista FOCUS n.41 afferma che
Nessuno scienziato oggi potrebbe definire "contro natura" l'omosessualità. Semplicemente perché in natura esiste. È diffusa tra molti animali, dagli insetti ai cani.
Giorgio Celli, direttore dell'Istituto di Entomologia agraria dell'Università di Bologna, ha anzi dimostrato che viene ampiamente usata per tenere sotto controllo la crescita demografica, e che esistono meccanismi automatici che la fanno aumentare o diminuire (Studi sui topi).
Per molti mammiferi l'omosessualità è anche un sistema di comunicazione sociale. Le mucche si montano tra loro per sincronizzare il ciclo riproduttivo. Le femmine di scimmia Rhesus per stabilire la gerarchia nel gruppo. E qualcosa di simile succede nei babbuini: quando due maschi si incontrano, l'individuo di grado inferiore mostra le terga all'altro: si tratta di un'offerta sessuale per ingraziarselo, spiega Isabella Lattes Coiffmann. Succede una cosa simile anche nei cani.
Tra gli animali la identità sessuale è d'altronde così instabile che anche l'ambiente può modificarla, o addirittura l'età, come nelle cernie. Atteggiamenti omosessuali riguardano anche insetti e molluschi. Tra le cimici Afrocimex, per es., un maschio inocula i suoi spermatozoi in un altro maschio, che poi li userà insieme ai suoi, per fecondare una femmina. La scoperta più sorprendente l'hanno fatta dei biologi canadesi che hanno filmato a 2512 m. di profondità nell'Oceano Atlantico, 16 minuti di amplessi a luci rosse tra due polpi maschi di specie diverse (foto su n.41 di Focus pag.32).

1 commenti:
"... le cimici Afrocimex ...", da cui deriva l'espressione bonaria di "A froci..."!!!
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